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lunedì 14 ottobre 2013

Riti

Ci sono giorni in cui semplicemente vorremmo restare a letto!
Quando apriamo gli occhi al mattino tutto ci sembra grigio.

Il torpore del nostro corpo sotto le coperte è un richiamo al quale è difficile sfuggire.
Velocemente facciamo una lista di "buoni motivi" per cui non appare affatto una buona idea alzarsi e cominciare la giornata.
In pochissimo tempo ci ritroviamo a lottare tra la voglia di non presentarsi all'appuntamento con il mondo e il senso di responsabilità che, burbero, ci ammonisce di non sottrarci ai nostri obblighi.
Il rischio che quella si trasformi in una giornata 'no' è altissimo.

Mi è successo tante volte. Mi capita ancora.
Ho fatto dei progressi però.
Innanzitutto ho imparato a riconoscere queste giornate. Ho imparato a non nascondermi sotto le coperte e a concedermi qualche minuto per decidere il "da farsi".
Solo qualche minuto però...qualche minuto per strizzarmi l'occhio - "OK...oggi è uno di quei giorni! Vediamo cosa possiamo inventarci!" - e per raccogliere le energie per fare un bel balzo fuori dal letto.

Perché ho imparato che un risveglio un po' giù di tono a volte può capitare.
Un sogno agitato, qualcosa da fare che non ci va giù, una giornata impegnativa il giorno prima...in ogni caso, si tratta sempre di un 'pensiero'. Un pensiero riguardante qualcosa passata o futura che desta una sensazione negativa. Per fortuna!

Per fortuna...perché i nostri pensieri sono in assoluto la cosa più mutevole per natura. Durano attimi: arrivano nella nostra mente e, in men che non si dica, se non li alimentiamo, svaniscono e vanno via come nuvole nel cielo.

Quando mi sveglio al mattino un po' ingrigita da un pensiero, il migliore antidoto è il mio "rito del buonumore". 
Un piccolo rituale, un gesto, qualcosa di semplice, che in pochissimi secondi scaccia il pensiero, come il vento scaccia via una nube.

Una delle mie canzoni preferite da cantare a squarciagola, un episodio della mia serie preferita, un boccone del mio cibo preferito, una sbirciata alle mie foto preferite...insomma, qualcosa che mi piace e che mi dà la carica.

Gli inglesi lo chiamano un "change of heart", "cambio di cuore". È una definizione che trovo buffa e mi fa sorridere. Perché mi fa venire in mente una fermata al pit stop in Formula Uno. 
Mi immagino una serie di omini attorno a me che si adoperano per cambiare 'il mio cuore' e farmi ripartire veloce.

A pensarci bene, basta anche soltanto questa immagine per farmi sorridere. Farmi riscaldare il cuore e trovare l'energia di alzarmi e affrontare la giornata per il verso giusto.

Perché basta poco, anche un velocissimo sorriso, per far aprire le nuvole e far splendere il sole.


Buon lunedì

Starlight

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