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lunedì 23 settembre 2013

Scatole

Qualche giorno fa un'amica mi ha detto: "A volte quando soffia la tempesta e non mi sento al riparo, vorrei diventare piccola piccola e nascondermi in una scatola. Dove nessuno può vedermi".

Ho sorriso. E mi è un po' dispiaciuto, perché non volevo ferirla. Sapevo che lei si sentiva giù di corda e non volevo assolutamente minimizzare.
Ma non ho potuto trattenermi.
Lei mi ha chiesto - "Perché ridi?"
Le ho risposto - "Come si sta in una scatola piccola e buia?"
Sulle prime mi ha guardato un po' sconcertata, poi è scoppiata in una fragorosa risata e mi ha detto - "Non ci avevo mai pensato...certo non è una gran bella sensazione!"

Dopo quell'incontro ho riflettuto su come a volte, quando ci troviamo in una situazione che non ci fa stare bene, fuggiamo. E quasi sempre, finiamo a chiuderci in noi stessi. Come atteggiamento di difesa.
Ma in realtà finiamo solo a fuggire da una situazione che ci sta stretta, per infilarci in una situazione ancora più stretta. Più buia. E l'immagine della scatola della mia amica rendeva l'idea perfettamente.
Quando le cose non vanno come vorremmo, finiamo per implodere in noi stessi, ci chiudiamo e ci svuotiamo di ogni potere. Ci arrendiamo, perché non crediamo nella nostra capacità di creare la vita che vogliamo.

C'è un'estratto di un discorso di Nelson Mandela che leggevo qualche giorno fa che mi ha molto colpito. E la scatola della mia amica me lo ha fatto tornare in mente.

"La nostra paura più profonda non è quella di essere inadeguati.
La nostra paura più grande è che noi siamo potenti al di là di ogni misura.
È la nostra luce, non il nostro buio ciò che ci spaventa.  
Ci domandiamo: "Chi sono io per essere brillante, magnifico, pieno di talento, favoloso?".
In realtà, chi sei tu per non esserlo? Tu sei un figlio dell'Universo.
Il tuo giocare a sminuirti non serve al mondo.
Non c'è nulla di illuminato nel rimpicciolirsi in modo che gli altri non si sentano insicuri intorno a noi.
Noi siamo fatti per risplendere come fanno i bambini.
Noi siamo fatti per rendere manifesta la gloria dell'universo che è in noi: non solo in alcuni di noi, è in ognuno di noi.
E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, noi, inconsciamente, diamo alle altre persone il permesso di fare la stessa cosa.
Quando ci liberiamo dalle nostre paure, la nostra presenza automaticamente libera gli altri.

L'immagine della scatola usata dalla mia amica mi ha fatto suonare un campanellino.
Improvvisamente ho compreso. Mi sono tornate in mente tutte quelle volte in cui ho provato a farmi più piccola, a sminuirmi. In cui ho ceduto alle mie paure.
A volte per paura di non farcela, ma in realtà molto spesso, per paura di ferire gli altri.


Mi è capitato, tante volte, di tarparmi le ali perché temevo che qualcuno a cui volevo bene si sarebbe sentito minacciato da me. Ma adesso quando guardo indietro, e ripenso a quelle situazioni, comprendo che non faceva bene né a me, né all'altro.
Perché quando ci facciamo "piccoli" blocchiamo non solo l'energia che abbiamo dentro di noi, ma anche quella altrui. È come se innescassimo una reazione a catena, una gara a chi diventa più piccolo.

E invece possiamo scegliere.
Scegliere di aprirci, di correre incontro alla vita.
Scegliere di sperimentare l'immenso potere che abbiamo.
Senza paura di non sapere come farlo.
Non ci sono libretti di istruzioni. Non ci sono manuali d'uso.
Basta solo non fermarsi mai. E continuare a muovere un passo dietro l'altro.
A volte a passo spedito. A volte incerti.
Ma sempre avanti, in questo meraviglioso sentiero che è la nostra vita.

Love

Starlight

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