Ho letto un post meraviglioso che non vedevo l'ora di condividere.
Non è un caso che questo post sia atterrato nella mia inbox.
Una di quelle 'coincidenze' che mi fanno sorridere, perché danno una risposta alle domande che lancio all'Universo.
In questi giorni mi è capitato spesso di interrogarmi sul senso dell'INVIDIA.
A volte capita di incontrare qualcuno a cui è capitato qualcosa di meraviglioso e di provare quel sottile senso di invidia. Vedere qualcuno estremamente felice e sentire sussurrare una voce nella nostra testa che dice "vedi? le cose belle capitano sempre agli altri".
Al contrario, quando qualcuno condivide con noi che qualcosa è andato storto o che si trova in una condizione di profonda infelicità, quella stessa voce sogghigna compiaciuta e ci spinge a provare una sottile vena di compiacimento.
Non è facile ammetterlo. Richiede coraggio e forza. Ma personalmente credo che diventare consapevoli di questi meccanismi è il primo passo per poterli comprendere.
Perché l'invidia non conduce alla felicità. Anzi.
L'invidia molto spesso è amica fraterna della critica.
E soprattutto, l'invidia ci porta a focalizzare le nostre energie sugli altri, spostando l'attenzione da noi stessi. Risultato: ci priviamo del nostro potere creativo per dare forma alla vita che vogliamo.
Tornando al post che ho letto...
Citava i risultati di uno studio che dimostrava che chi è in grado di gioire per le gioie e le fortune altrui conduce un'esistenza felice. Al contrario di chi, invece, nutre sentimenti di invidia per la felicità altrui.
Mi sono fermata un attimo a riflettere e ho compreso..."è proprio così".
L'invidia lascia sempre un retrogusto amaro. Perché il confronto con gli altri crea un muro di separazione. Ci fa dimenticare che siamo tutti "uno", che abbiamo tutti origine dalla stessa energia vitale e che quindi, siamo tutti, inestricabilmente legati.
Se qualcuno condivide con noi la propria felicità per qualcosa di bello e meraviglioso che è accaduto nella sua vita, vuol dire che l'opportunità che qualcosa di altrettanto bello accada a noi è a nostra portata di mano. Vuol dire che quell'energia positiva sta facendo ingresso nella nostra vita.
Forse è un messaggio per noi. Per ricordarci che la felicità è sempre ad un passo da noi e che tutto quello che dobbiamo fare è non fermarci e compiere quel piccolo passo.
Forse è un invito a lasciare andare le paure che ci trattengono e lanciarci nella meravigliosa avventura che è la nostra vita.
Mudita - È la meravigliosa parola Sanscrita che esprime la capacità di provare gioia profonda e sincera per il benessere e i successi altrui. E la cosa affascinante é che questa parola ha un duplice significato: vuol dire anche gioia. Interessante vero?
A pensarci bene, quando le cose ci vanno bene, siamo felici e non ci sono aree della nostra vita in cui non siamo soddisfatti, spesso non c'è spazio per il sentimento di invidia.
Quando ci sembra che il mondo sia ai nostri piedi e che tutto quello che desideriamo è alla nostra portata, se qualcuno condivide con noi un successo, ne siamo felici. Ci sembra quasi un'ulteriore conferma che il vento soffia nella direzione giusta.
Se invece tutto ci sembra andare storto e non siamo felici di come ci vanno le cose, appena qualcuno ci racconta qualcosa di bello, immediatamente creiamo un muro di separazione che divide l'altro da noi. Con il risultato che non solo ci perdiamo l'occasione di un contatto umano genuino, ma soprattutto auto-alimentiano le sensazioni negative di "scarsità" che provavamo già. Ci commiseriamo e ci convinciamo che "capitano proprio tutte a noi"...."che l'erba del vicino è sempre più verde".
Negli insegnamenti Buddisti "Mudita" è la strada che porta alla scoperta che la gioia è disponibile a ciascuno di noi in qualunque momento, indipendentemente dalle circostanze della vita in cui ci troviamo. La gioia è come una fonte infinita ed interrotta che scorre dentro di noi. E dobbiamo solo imparare a saperne fruire, in qualunque istante.
A volte ci sembrerà di aver accesso a tale fonte. Quando le cose girano per il verso giusto e riusciamo a realizzare tutto quello che desideriamo.
A volte ci sembra l'accesso alla fonte ci venga negato. Ed è proprio in questo momento, che riuscire a provare gioia per i successi e il benessere altrui, è il segreto per ritrovare facilmente l'accesso a tale fonte. Il racconto di qualcuno dei suoi successi è una mano che ci viene tesa, per ricordarci che quella fonte è sempre lì, a nostra disposizione. E che se non la vediamo è solo perché ce ne siamo allontanati.
L'espressione più comune della Mudita è la gioia incondizionata e infinita che un genitore prova per i successi del proprio figlio. Non c'è invidia, non c'è risentimento. Solo una profonda e incontenibile gioia di vedere il proprio figlio riuscire a cavalcare l'onda della vita, stando a galla, senza lasciarsi travolgere. Forse è per quello che comunemente si dice che la gioia di essere genitori è una delle più grandi gioie della vita....
Love
Starlight

Nessun commento:
Posta un commento