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mercoledì 25 settembre 2013

Perdono, perdono, perdono...

Perdonare qualcuno che ci ha ferito profondamente a volte ci appare un'impresa titanica.
Le ferite bruciano e la rabbia, il risentimento, il rancore imperversano. Ma non curano le ferite.

Per me la difficoltà nel perdonare era dettata dal fatto che mi sembrava quasi che l'altra persona "la passasse liscia", che in qualche modo con il perdono legittimassi il male che mi aveva fatto.
Ma poi, giorno dopo giorno, ho scoperto che l'incapacità di perdonare mi stava consumando lentamente. Trascorrevo le giornate a ripensare a tutti i validi motivi per cui perdonare non era un'opzione plausibile. E intanto rivivevo il male. Un male che ormai non faceva più parte del mio presente, se non nella mia mente. Non riuscivo a lasciarlo andar via.
E all'improvviso ho capito che a quel punto, ero soltanto io la responsabile della mia sofferenza.

Poi mi sono imbattuta in un passo di Jackson Kiddard.
E la risposta tutt'ad un tratto era lì, sotto i miei occhi.
"L'unico modo per imparare il perdono è essere traditi. Puoi comprendere intellettualmente il significato del perdono, ma potrai imparare a perdonare davvero solo quando qualcuno avrà fatto qualcosa che richiede che lo ami e lo lasci andar via. La vita ti offre queste esperienze dolorose perché tu possa imparare il sentimento del perdono. Non c'è altro modo. Se nella tua vita esiste qualcuno che devi perdonare, invece di vederlo come qualcuno che ti ha tradito, cerca di vederlo come qualcuno che è stato inviato per insegnarti il perdono. Ringrazialo per questo dono prezioso - poi perdonalo, e lascialo andare".

All'improvviso l'atto del perdonare non era più qualcosa tra me e la persona che mi aveva tradito.
Era qualcosa soltanto mia. Era un dono che facevo a me stessa. Era il dono di rendermi libera.
Libera da un passato che esisteva solo nella mia mente.

All'improvviso è stato come se le nubi fossero andate via e il sole tornava a splendere.
Non c'era più nulla da perdonare. Perché non percepivo più la cattiveria che credevo di aver ricevuto.
Faceva tutto parte di un disegno più grande di me. Un disegno secondo il quale era giunto per me il momento di imparare come ci si sente a perdonare qualcuno. Anche quando ci ha ferito.

È una sensazione infinitamente meravigliosa.
È come se ritornassimo a respirare dopo un periodo lunghissimo di apnea.
È come se ritornassimo a sentire profumi che non eravamo più in grado di sentire.
È come se ritornassimo a vedere colori che prima ci sembravano sbiaditi.
È come se la coltre spessa di ghiaccio che avvolgeva il nostro cuore improvvisamente fosse svanita. Dissolta per sempre.

All'improvviso ho compreso che il segreto era perdonare la persona. Non quello che ci aveva fatto.
Riuscivo a perdonare la persona perché era soltanto uno dei tanti maestri che la vita mi aveva mandato.
Comprendevo il senso di quello che mi aveva fatto, come un'opportunità incredibile di imparare qualcosa. Di imparare ad amare me stessa. Perché non possiamo amarci veramente fino in fondo, se non siamo in grado di perdonare anche chi ci ha fatto del male.


Love

Starlight



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