E non solo perché alcuni spettacoli naturali, come un tramonto infuocato o una cascata dirompente, ci lasciano senza parole per la loro maestosità.
Ma soprattutto perché osservare la natura è una vera e propria lezione di vita.
Le onde del mare non resistono la forza del vento. Si lasciano trasportare e increspano l'acqua in una danza meravigliosa. Dopo la tempesta, sopraggiunge sempre la calma.
Le foglie di un albero non resistono il freddo. Si abbandonano con trasporto e creano suoni delicati con il loro fruscio mentre cadono al suolo. Dopo il gelo, con i primi tepori, le foglie rispuntano sempre più rigogliose.
I petali di un fiore non resistono il trascorrere delle stagioni. E dopo aver donato al mondo la bellezza dei loro colori, cadono con grazia. Dopo l'inverno, con l'arrivo della primavera, un nuovo fiore ancora più maestoso torna a germogliare.
Quando osservo un fiore, catturata dalla sua bellezza, pondero sulla perfezione della natura e rifletto sul fatto che noi essere umani non siamo capaci di tanta grazia, ma continuiamo ad affannarci dietro ai nostri problemi.
Basta guardarsi attorno. La natura ci ricorda che il segreto non è lottare, resistere contro le situazioni e gli avvenimenti che si susseguono nelle nostre giornate e nel corso della nostra vita.
Il segreto è accogliere tutto quello che ci succede e accettarlo per quello che è.
Perché nulla succede per caso. Tutto fa parte di un disegno più grande di noi. Un disegno perfetto, che a volte non siamo in grado di comprendere.
What you resist, persists - Quello che resisti, persiste - dice un antico detto.
È proprio così. Quando ci affanniamo a contrastare quello che ci accade, non facciamo altro che renderlo sempre più reale, sempre più presente nella nostra vita. E senza quasi rendercene conto, conduciamo esistenze piene di negatività e rancore.
Quando invece ci abbandoniamo agli eventi, quelli che più ci fanno soffrire, quasi magicamente si dissolvono.
Questo non vuol dire affatto diventare vittime e accettare passivamente situazioni che ci fanno soffrire. Vuol solo dire, smettere di lottare. Fermarsi per un attimo e affidarsi al corso della vita. Divenire una cosa sola con la vita. Con la profonda convinzione, che quello che ci sta succedendo è la cosa giusta per noi.
Quando finalmente riusciamo a farlo, si crea uno spazio. Uno spazio in cui smettiamo, anche solo per poco, di pensare e arrovellarci. Sopraggiunge la pace. E in quello spazio tutto diventa chiaro.
Comprendiamo il perché di certe cose o comprendiamo cosa è necessario fare. Ma questa volta, le nostre azioni avranno origine da uno stato di pace e non di disperazione.
Questo è lo spazio in cui i miracoli accadono. Questo è lo spazio in cui finalmente la nostra vita comincia a scorrere più facilmente.
Come dice Eckhart Tolle: Life is the dancer and you are the dance - La vita è il danzatore e tu sei la danza.
Se ci affidiamo alla vita, scopriremo che non abbiamo bisogno di sforzarci di imparare i passi della danza. Scopriremo che li conosciamo già, che sono dentro di noi.
Scopriremo i nostri talenti naturali.
E finalmente scopriremo che la vita é una magia meravigliosa, che aspetta solo di poterci guidare, di poter far sbocciare il fiore che è nascosto in ciascuno di noi.
Love
Starlight

"...dance, dance, otherwise we are lost..."
RispondiEliminaIn giro per il tuo bellissimo blog, provenendo dal "Valzer delle orecchiette": per quel MBumbund sto ancora ridendo...
By Giuseppe
Giuseppe grazie mille per il tuo commento. Significa davvero tanto per me!
Elimina"Mbumbund" è una delle nostre espressioni dialettali che preferisco...un sacro richiamo al vivere nel qui e ora...una chiamata all'azione! E soprattutto grazie...per avermi fatto tornare la voglia di scrivere!