Era una riflessione sulla fine della scuola elementare e l'inizio di una nuova avventura, l'inizio della scuola media.
Parlava di cambiamento. Di tappe. Di crescita.
Ne parlava con naturalezza, con serenità.
Le sue parole infondevano ottimismo e trepidazione.
Parlava dell'importanza di non restare fermi e di lasciarsi trasportare dal flusso della vita.
Perché opporsi al cambiamento non serve.
Non ci si può opporre alla cambiamento.
Si può solo decidere di subirlo o di cavalcarlo.
Cambiamento, evoluzione, trasformazione. Fanno parte della vita, fanno parte di chi siamo.
La paura del cambiamento nasce solo dalla paura dell'ignoto.
Ma l'ignoto è semplicemente qualcosa che non conosciamo. E dipende solo da noi che significato dargli.
Possiamo decidere di lasciarci spaventare dalla mancanza di certezze. E lasciarci trasportare dagli eventi, o ancora peggio, agire sulla base delle nostre paure. In questo caso, ovviamente, le nostre paure si materializzeranno.
Oppure, come i bambini, possiamo guardare alla nuova avventura come qualcosa di elettrizzante. Come qualcosa di misterioso, tutto da scoprire.
I bambini non hanno paura di sperimentare. Perché per loro ogni giorno riserva qualcosa di nuovo da imparare. I bambini non hanno paura perché sono assetati di scoprire cosa la vita ha in serbo per loro. E corrono incontro alla vita, corrono senza guardarsi indietro.
Perché hanno imparato che è così che si cresce.
Poi con il passare del tempo lo dimentichiamo. E vorremmo solo avere certezze.
Ma a ben pensarci, questo vuol dire smettere di crescere. E smettere di vivere la vita.
Quindi, oggi ringrazio la mia piccola giornalista per avermi ricordato una lezione importante.
Guardo con occhi ingenui e un po' trepidanti al mio futuro. Non importa quanto incerto appaia.
Oggi, come una bambina, corro, corro verso la vita.
Perché non si smette mai di crescere, non si smette mai di imparare.
Soprattutto, non si smette mai di vivere.
Love
Starlight

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