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sabato 20 luglio 2013

Nel mezzo del cammin...

Crisi di mezza età. Non è così infrequente sentirne parlare.
Di solito si guarda con sospetto e scetticismo a chi dice di attraversarne una. Perché appare un pretesto per stravolgere la propria vita e fare magari un colpo di testa (ognuno a modo suo).

Se sgombriamo la mente da giudizi e pregiudizi, in realtà non si tratta di altro che di una fase in cui ci si mette in discussione.
A qualcuno nasce dall'interno, da un senso di insoddisfazione per quello che ha (o non ha). Altri ne vengono travolti quando un evento inaspettato colpisce le loro vite. Tutto qui.

Improvvisamente sembra di non riuscire più a vivere nella propria vita.
Tutto sembra privo di un senso profondo. Si vuole cambiare rotta. Ma non si sa bene cosa fare.

"Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura
ché la diritta via era smarrita"...diceva Dante.

Ma "diritta" non vuol dire giusta o sbagliata.
L'unica via diritta è quella che percorriamo senza dover fare un percorso ad ostacoli, quella che ci fa stare bene.

E così ci ritroviamo ad un bivio. E come sempre, dobbiamo compiere una scelta.
Una strada è in realtà un vicolo cieco.
Rimaniamo bloccati nelle paure che ci assalgono. La paura di aver fallito, di aver buttato via tutto quello che avevamo costruito, di non riuscire a ripartire. Il senso di smarrimento e timore dell'ignoto ci paralizza. Chi decide di intraprendere questa strada, con ogni probabilità ritornerà sui suoi passi.
E riprenderà la vecchia strada. In salita, dissestata, pericolosa...ma familiare e conosciuta.

La seconda strada è invece quella che può portarci lontano, se abbiamo pazienza e fiducia.
Il primo passo è accettare la situazione. Senza condannarci. Senza giudicarci. Ma soprattutto senza difendere il nostro punto di vista nei confronti degli altri.
Accettiamo noi stessi per aver sentito il bisogno di rimetterci in discussione. Accettiamo la nostra scelta.
Ne accettiamo le conseguenze. Ovvero accettiamo di dover affrontare l'ignoto.
Perché ogni crisi, qualunque ne sia il motivo, porta con sé un momento di destabilizzazione, in cui non sappiamo cosa ci aspetta.

Se superiamo lo stato di disagio iniziale, riusciremo in realtà a vedere oltre le nostre paure.
Questo richiede coraggio e fiducia, ma soprattutto umiltà.
Perché dobbiamo riuscire a superare quello che crediamo di sapere. Dobbiamo accettare che quello che sappiamo è limitato. Limitato dalle nostre convinzioni, dalla nostra educazione, dalle nostre esperienze passate.

Schopenhauer affermava che l'uomo confonde i limiti di quello che vede e conosce con i limiti dell'universo. Se cediamo a questa illusione, non riusciremo a vivere positivamente il cambiamento e le opportunità intrinseche che vi si celano.

Quando invece accogliamo l'ignoto e l'incertezza come forieri di qualcosa che semplicemente non conosciamo ancora, allora i limiti scompaiono. Se facciamo silenzio nella nostra mente, mettiamo per un attimo a tacere timori e paure, si creerà uno spazio in cui il nuovo potrà farsi strada.

Alcune volte affioreranno semplicemente nuovi pensieri, nuove idee. Altre volte nuove opportunità si manifesteranno e noi riusciremo a coglierle.

In ogni caso, in quello "spazio" avremo la risposta a quello che cerchiamo.



Non sempre la risposta sarà un cambiamento drastico in cui tagliamo con la nostra vita passata.
Alcune volte sarà necessario. Ma non sempre dobbiamo cambiare quello che facciamo. A volte basta solo farlo in maniera diversa.

Love

Starlight

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