Le apparenze. Quello che gli altri pensano di noi. Il nostro ruolo nella società.
A volte sono un fardello difficile da portare.
Entriamo in un ruolo. A volte diversi ruoli. Che dobbiamo interpretare.
È un po' come essere a teatro. C'è una parte da imparare.
Ma chi scrive il copione?
Autori vari. Come una collezione di racconti.
Alcune scene sono scritte dalle convenzioni sociali. Che descrivono con minuzia di particolari le aspettative dei ruoli da recitare.
Il ruolo di studente prima, poi di persona con un'occupazione.
Il ruolo di single, di persona sposata, di genitore.
Il ruolo di persona responsabile, di egoista o altruista, generoso o avaro.
Con il passare degli anni, l'ambiente in cui viviamo, le nostre tradizioni ed esperienze, quasi inconsciamente ci portano a scegliere i ruoli che interpretiamo.
Alcuni di questi ruoli ci riescono meglio, altri invece proprio non riusciamo a interpretarli.
Ma le aspettative sono pressanti e talvolta ne diventiamo vittima.
Finiamo per accettare anche i ruoli che proprio non fanno per noi.
E poi un giorno scopriamo che stiamo vivendo la vita di un'altra persona.
La vita che i nostri genitori avevano sognato per noi. Il lavoro che un vecchio amico di famiglia aveva detto essere perfetto per noi. La vita che il nostro partner credeva giusta per noi.
Immedesimati in questi ruoli, dimentichiamo la vita che noi sognavamo per noi stessi.
Ma soprattutto dimentichiamo di prestare attenzione a quello che sentiamo e proviamo noi.
Non riusciamo più ad essere naturali, ad essere noi stessi.
Perché "la spontaneità è una posa difficilissima da tenere", diceva Oscar Wilde.
A volte rincorriamo valori come la sincerità, l'onestà, l'integrità.
Ma sempre verso gli altri, verso le norme, le regole e le convenzioni sociali.
Mai verso noi stessi.
E in cambio ci aspettiamo gli altri facciano qualcosa per noi.
E la grande illusione ha inizio. Talvolta ci accompagna per tutta la nostra vita.
E quando le luci sul palcoscenico si spengono, l'interpretazione finalmente finisce. E a quel punto non ha più importanza se riceviamo applausi o fischi di disapprovazione.
Shakespeare dice che la vita e l'intero mondo è un palcoscenico.
E noi lo percorriamo come attori.
Ma senza parti prestabilite. Senza copioni da imparare a memoria.
Improvvisando. Lasciandoci guidare dall'ispirazione.
Perché se seguiamo un copione ci assale la paura di dimenticare una battuta.
Rimaniamo impietriti, e speriamo qualcuno ci suggerisca cosa dire.
Ma se invece seguiamo l'istinto e la nostra voce interiore, non ci troveremo mai a corto di parole.
Sapremo sempre cosa dire e fare. Perché tutte le risposte sono già dentro di noi. Dove sono sempre state.
Ma non riuscivamo ad ascoltarle, perché c'era troppo rumore attorno. Troppo rumore per nulla....
Love
Starlight

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