Tutti lamentano mancanza di soldi. Di opportunità. Di crescita.
Basta scambiare due parole con chiunque, per essere travolti da una serie infinita di lamentele, pessimismo e rassegnazione al fatto che la crisi dilaga. E non c'è nulla da fare.
In questo modo, l'attenzione è costantemente puntata su quello che non va.
Tutti parlano di cosa non vogliono. E hanno completamente bandito dal loro vocabolario lessico come "voglio...", "desidero...". Tutti dimenticano cosa vogliono veramente, i loro sogni, le loro aspirazioni.
L'energia fluisce e segue la nostra attenzione. Quindi se non facciamo altro che parlare di quello che non vogliamo o non possiamo fare, inevitabilmente questo sarà quello che accade.
Nessuno penserebbe mai di discutere la "legge di gravità". È un dato di fatto. Accettato e condiviso.
In ogni istante della nostra vita sappiamo che se lasciamo la presa su un oggetto nelle nostre mani, questo inevitabilmente cadrà al suolo per la legge di gravità.
Pochi però sono a conoscenza della legge di "causa ed effetto". È una legge altrettanto universale come quella di gravità. Questa legge afferma che ad ogni azione corrisponde una reazione.
Nel caso specifico, all'incessante azione di pensare che la crisi esiste, corrisponde una reazione elementare: la crisi esiste.
Ma la crisi esiste sono nella testa di chi, credendoci, la alimenta.
E questo vale non solo per la crisi economica, ma anche per tutte le nostre piccole o grandi "crisi" personali, sentimentali, familiari.
Siamo noi a costruire la nostra realtà, ogni giorno, in ogni istante, con i pensieri che accogliamo nella nostra testa.
Se accettiamo e crediamo che in alcune sfere (o in tutte le sfere) della nostra vita esiste una situazione "critica", questa sarà la realtà che sperimenteremo.
Accettare la crisi significa imporci delle limitazioni mentali.
Significa convincersi che non possiamo agire, non possiamo fare cose che, in assenza di crisi, faremmo.
Questa convinzione inevitabilmente ci spinge a non agire. E non c'è poi da meravigliarsi se le cose non accadono.
In tanti hanno provato a diffondere tale pensiero. Ma sembra essere passato inosservato.
In questi giorni in cui il "pessimismo" dilaga, piace ricordare a me stessa e a chiunque mi legga....che non è così...
Henry Ford affermava: "Whether you believe you can do a thing or not, you are right", "Sia che tu creda di riuscire a fare qualcosa o di non riuscirci, hai ragione".
Detto da chi è riuscito a realizzare un modello di motore meccanico che per anni era stato considerato impossibile da realizzare.
Nelson Mandela aggiungeva: "It always seems impossible, until it's done", "Sembra sempre impossibile, finché non è realizzato". Credo di non dover ricordare cosa sia riuscito a realizzare quest'uomo.
San Francesco predicava: "Comincia a fare quello che è necessario, poi fai quello che è possible. E improvvisamente starai facendo l'impossibile".
Napoleone diceva: "The word impossible is not in my dictionary", "La parola impossibile non è presente nel mio dizionario".
E chiuderò con il mio preferito, Einstein: "I am thankful to all those who said no. It's because of them that I did it myself", "Sono grato a tutti quelli che hanno detto no prima di me. È grazie a loro che sono riuscito a farlo io".
È così che mi sento io in questi giorni. Ogni volta che qualcuno lamenta la crisi e la mancanza di opportunità, penso dentro di me "grazie, per avermi dato una nuova idea da cui ripartire".
Come ripeto ormai da un po' di tempo...la crisi esiste solo nella testa di chi vuole crederci.
Love
Starlight

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