A volte vorremmo avere una bacchetta magica.
Una bacchetta magica per cambiare la nostra vita.
Semplicemente tutto, o qualcosa, ci rende così infelici che vorremmo strapparlo via, come erbaccia da un prato inglese. Ci sembra che sia impossibile liberarsene. Anche dopo averla strappata, continua a crescere.
E così, in assenza di una bella bacchetta magica, continuiamo ad osservare l'erbaccia.
L'erbaccia diventa la causa del nostro malumore, della nostra tristezza.
L'unica cosa che potrebbe renderci felici è che l'erbaccia scomparisse o si trasformasse in meravigliosi fiori.
In una parola, vorremmo cambiare la situazione a cui attribuiamo la nostra infelicità.
La metafora dell'erbaccia è solo una delle possibile rappresentazioni di eventi, persone o accadimenti a cui diamo il potere di renderci infelici.
Un'amica che ci ha deluso, un marito che ci ha tradito, un collega che ci ha ingannato, un figlio che ci ha fatto un torto. Un affare andato male, una risposta negativa. La lista potrebbe continuare all'infinito.
Ognuno di noi ne ha una a portata di mano.
E tutto quello che vorremmo fare è cambiare le cose. Ma non ci riusciamo.
Perché non possiamo tornare indietro nel tempo, non possiamo cancellare la nostra memoria.
Perché non possiamo controllare le azioni degli altri, o gli eventi esterni.
Cercare di cambiare qualcosa che sfugge al nostro controllo non solo ci fa sentire impotenti e ci trasforma in "vittime". Ma soprattutto focalizza l'energia in una direzione che porta ad un vicolo cieco.
Perché ci concentriamo su qualcosa o qualcuno al di fuori di noi stessi. Perché ci convinciamo che la realtà esterna ha potere di su di noi. Che la realtà esterna è quello che determina come ci sentiamo, quello che proviamo.
Ancora una volta. Tutta un'illusione.
Quello che ci ferisce e che vorremmo cambiare negli altri o nella realtà esterna a noi, in realtà non è che un indizio di quello che dobbiamo cambiare in noi stessi.
Un indizio che ci viene regalato per diventare consapevoli di quello che non ci fa star bene e che dobbiamo cambiare.
Ma mai cercando di cambiare gli altri o le situazioni. Semplicemente cambiando noi stessi.
"Siate il cambiamento che volete vedere nel mondo" diceva Ghandi.
Qualunque sia quello che vogliamo cambiare.
Se quello che vogliamo è che gli altri siano sinceri e leali, facciamo della sincerità e della lealtà le fonti a cui ci ispiriamo in ogni istante.
Se vogliamo gli altri siano onesti, agiamo onestamente in qualunque circostanza.
Se vogliamo che gli altri ci chiedano scusa, chiediamo scusa per primi. Anche quando ci sembra irrazionale, perché crediamo di avere ragione.
Alla fine, si tratta di decidere se vogliamo avere ragione o vogliamo essere felici.
Perché serbare rancore ci farà forse sentire dalla parte della ragione, ma non ci farà di certo sentire felici.
All'inizio non sarà facile, ma quando finalmente smettiamo di cercare di cambiare gli altri e ci concentriamo su cambiare noi stessi, due miracoli accadono.
Il primo è che restituiamo a noi stessi il potere di cambiare le cose. E riacquistiamo la libertà che avevamo perduto.
Il secondo è che le persone e le circostanze attorno a noi cambiano. E per il meglio.
Non importa se a volte vedremo andare via persone a cui avevamo donato un pezzo di noi stessi.
Perché amare non vuol dire dare aspettandosi qualcosa in cambio. Amare è donare perché ci fa star bene così.
Love
Starlight

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