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venerdì 26 luglio 2013

Segni

Non importa se dopo pochi giorni, mesi, anni. Non importa se dopo solo qualche incontro, dopo anni di convivenza o matrimonio. Quando una storia d'amore finisce lascia sempre il segno.

È naturale che dopo la fine di una storia si facciano strada dentro di noi sentimenti di dolore, senso di abbandono, e poi rancore, delusione, rabbia. Poi c'è la fase in cui non si ha voglia (o non si sa) come ricominciare. Insomma, la strada può essere più o meno lunga, più o meno ad ostacoli.
Ma la verità è che per quanto irta e tortuosa, tutti riescono ad attraversarla o superarla.
E poi un giorno, quasi senza rendercene conto, qualcosa cambia. E pian piano la vita ricomincia.

Ma il segno che la fine di una storia lascia non si misura dall'intensità e dalla durata di questa difficile fase post-rottura.
Non si misura dalla capacità di reagire, svagarsi, vedere gente e tenersi impegnati.
Non si misura dalla rapidità con cui incontriamo una nuova persona.

Queste sono solo le ferite superficiali. Quelle visibili a tutti, che tutti cercano di curare.
Il segno che la fine di una storia lascia non può vederlo nessuno. Perché è nascosto in fondo al cuore.
E solo noi possiamo curarlo, se davvero lo vogliamo.

E non mi sto abbandonando a sentimentalismi. Non parlo della perdita di fiducia nell'amore.
Nel crollo del mito del principe azzurro e del "vissero felici e contenti", che inaridisce il cuore.
Ma di quel misto di sensi di colpa, di inadeguatezza e di rimpianti o rimorsi che ci legano al passato.

Perché non importa quale sia il motivo per cui una storia finisce. Non importa se quello che diciamo a chi tenta di consolarci è che non ce lo meritavamo e che è tutta colpa dell'altra persona.
Dentro di noi, il giudice più severo di tutti - noi stessi - dopo ore di interrogatori serrati, ci dichiara "colpevoli"...di non aver fatto abbastanza, di non aver cercato di comprendere, o di essere stati troppo egoisti, impulsivi...e molto altro ancora. La lista dei reati è lunga.

E così, anche se all'apparenza ci sembra di non riuscir a perdonare l'altra persona, in realtà l'unica persona che non riusciamo davvero a perdonare siamo noi stessi.
E ripensiamo a quello che avremmo potuto fare o evitato di fare. E, invischiati nel passato, perdiamo completamente di vista il nostro presente.

E anche se magari incontriamo qualcuno, la mente non manca di ricordarci i nostri errori del passato. E gli stessi meccanismi, gli stessi comportamenti si ripetono, quasi a voler dare la conferma che non "siamo abbastanza" e che nessuno può amarci davvero.

E il nostro cuore si chiude ogni giorno di più. Ma la verità non è che il mondo è contro di noi.
Ma soltanto che noi "accettiamo l'amore che crediamo di meritare".
E soltanto noi abbiamo il potere di liberare il nostro cuore dalla gabbia che i sensi di colpa, di inadeguatezza e vittimismo hanno costruito.
Sensi di colpa e inadeguatezza che talvolta ci portiamo dietro da così tanto che ormai sono diventati una seconda pelle.


Perché magari una volta quando eravamo piccoli ci siamo sentiti trascurati e abbiamo pensato che non fossimo all'altezza dell'amore dei nostri genitori. E poi ancora un nostro amico ha preferito un'altro bambino a noi e ci siamo convinti che non eravamo tagliati per essere buoni amici. O forse la prima delusione di amore adolescenziale ci ha fatto credere che l'amore è tanto più intenso quanto travagliato.
E da allora sembra che ogni storia sia destinata a finire nello stesso modo - "nessuno mi amerà mai davvero".

Finché un giorno ci fermiamo. Guardiamo indietro e realizziamo che in ciascuna di queste situazioni le altre persone cambiavano, le modalità cambiavano. Ma qualcosa era sempre presente: noi.
Quello che tutte queste storie avevano in comune eravamo noi e i nostri comportamenti. Noi e la nostra profonda convinzione che "è quello che ci meritiamo".

E allora uno spiraglio di sole si fa strada nel cielo nuvoloso.

Perché in fondo, è più facile di quello che credevamo.

Perché in fondo, se vogliamo, possiamo scrivere un finale diverso...

Love

Starlight

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