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giovedì 8 agosto 2013

Specchi

Spesso quando parliamo degli altri esprimiamo delle opinioni.
Difficilmente, raccontando una storia ci limitiamo ad una descrizione dei fatti.
C'è sempre un elemento soggettivo. Un'opinione, un punto di vista.

A volte passeggiando per strada capita di ascoltare un dialogo tra due persone.
Parlano di un episodio. Ma non lo descrivono. Lo interpretano. Aggiungono pensieri personali.
Se sembra loro giusto o ingiusto. Bello o brutto.
Accade lo stesso quando a raccontare qualcosa siamo noi.
È sempre più facile avere un punto di vista quando i protagonisti della storia sono gli altri.
È facile, perché osserviamo i fatti dall'esterno.
Dimenticando che se siamo al di fuori dei fatti, magari non abbiamo una visione completa della situazione.

Quello che soprattutto dimentichiamo è che quando esprimiamo un'opinione su qualcun altro, in realtà la stiamo esprimendo su di noi.

È proprio così. Perché gli altri non sono che specchi.
Specchi di noi stessi.

Quello che non ci piace in un'altra persona, quello che a volte tanto aspramente critichiamo, in realtà non è altro che una caratteristica di noi stessi che non ci fa stare bene.
È così, perché altrimenti non lo noteremmo neppure.

Al contrario, quello che ammiriamo in un'altra persona, quello che energicamente lodiamo negli altri, è una caratteristica di noi stessi che ci fa stare bene. O magari, un tratto del carattere che vorremmo tanto avere e che ancora non siamo riusciti a fare nostro.

È una verità scomoda sulle prime.
Perché è molto più semplice il ruolo del "giudice esterno". Che osserva gli altri e formula opinioni, a volte sentenze.
Ammettere che quello che vediamo e giudichiamo negli altri, in realtà corrisponde a quello che esprimiamo noi con le nostre parole, i nostri gesti, talvolta è un boccone amaro da buttar giù.

Ma quando finalmente riusciamo a comprendere che è proprio così, allora un mondo di possibilità si dischiude davanti a noi.

Innanzitutto, cominciamo a guardare gli altri con occhi diversi.
Ogni interazione, ogni situazione, diventa un'occasione per imparare qualcosa in più su noi stessi.
Un passo in avanti per capire veramente chi siamo. Quello che ci fa stare bene oppure noi.
Le caratteristiche e le qualità che vorremmo possedere e amplificare, e quelle che vorremmo modificare.

Ma la magia comincia quando realizziamo le persone che incrociamo sul nostro percorso sono un dono.
Un dono della vita per scoprire chi siamo. Per comprendere cosa vogliamo e come poterlo realizzare.
E che noi stessi, rappresentiamo lo stesso dono nella vita degli altri.

A questo punto le nostre relazioni si trasformano. Si riempiono di significato e di valore.
Cadono i muri che prima ci separavano dagli altri. I muri del giudizio. Del criticismo.
Perché capiamo che un giudizio nei confronti di un'altra persona e un giudizio nei nostri confronti.


E finalmente siamo uno di fronte all'altro. Senza barriere. Diventiamo una stessa persona.
E percorriamo un pezzo della nostra strada (non importa quanto breve o lungo) assieme.
Quando uno cade, l'altro l'aiuta. Quando la strada è impervia ci sosteniamo. Quando è in discesa, corriamo assieme.

Love

Starlight



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