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venerdì 9 agosto 2013

Castelli di sabbia

Adoro il mare.
I colori, il profumo, i suoni...la pace infinita che infonde.
Il mio mare è fatto di scogli. Spuntoni di roccia che affiorano dalle acque, quasi a voler proteggere l'acqua, preservarla.

Da piccola non andavo mai in spiaggia. Non facevo castelli di sabbia.
Forse per questo, quando mi capitava di passeggiare lungo la riva e vedere castelli di sabbia, ne ero affascinata.

I castelli di sabbia mi affascinano. Perché celano storie meravigliose.

Storie di bambini che riempiti secchielli di sabbia, danno libero sfogo alla loro creatività, progettando e realizzando castelli, roccheforti, intere città fortificate. Sprezzanti del caldo, del sole cocente e delle raccomandazioni delle mamme apprensive che li cospargono di crema abbronzante, non si lasciano distrarre dalla loro opera. L'entusiasmo e la gioia hanno la meglio su tutto.
E finché l'opera non è finita, non si danno pace.

Una volta realizzata, la osservano soddisfatti. La loro fervida fantasia immagina la vita tra le mura di quei castelli.  
Principesse da salvare, città da difendere, valorosi condottieri che proteggono la loro gente.

I castelli di sabbia celano anche le storie dei genitori che a volte siedono con i loro bambini per aiutarli a costruire le loro opere d'arte.
È buffo. A volte i genitori sono più intenti dei bambini a dare forma e vita alla sabbia. Magari il bambino è stanco o ha fame. Lascia l'opera a metà e si riposa. E allora il papà rimane lì solo, a ergere un castello dopo l'altro.

Costruire castelli di sabbia fa ritornare bambini. Fa dimenticare tutto il resto.
È una licenza a creare, sognare, costruire.
Non ci sono limiti, non ci sono ostacoli.
Tutto quello che occorre è un secchiello e la nostra immaginazione. La nostra fantasia.

Quando un bambino costruisce un castello di sabbia non ha uno scopo preciso.
Sa che tanto poi il mare lo porterà via.
Ma questo non gli impedisce di dare il meglio di sé mentre lo realizza.
Perché l'unica cosa che gli importa è divertirsi. Esprimersi e trascorrere delle ore piacevoli, in compagnia dei suoi amichetti, o dei suoi genitori.


E se un'onda arriva e rade al suolo il castello, il bambino sorride.
A volte saltella felice sul castello dopo averlo finito. Si diverte a sgretolarlo. E poi corre felice verso il mare, o verso il prossimo gioco.

I bambini non sono morbosamente attaccati al risultato dei loro sforzi.
Perché quando fanno qualcosa, la fanno per il gusto di divertirsi.
Sanno che tanto possono rimettersi all'opera. Secchiello e creatività è tutto quello che serve loro per costruire un nuovo castello. Più bello, più grande.
E così si divertono davvero. Perché non hanno paura dell'onda.

I grandi a volte invece, non riescono davvero mai a divertirsi fino in fondo. Perché hanno sempre paura che quell'onda arrivi e si porti via i loro sogni...

Love

Starlight



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