"Non lo so"...quante volte vi è capitato di dirlo?
A me troppe.
I "non lo so" sono comodi. Non dobbiamo esporci. Possiamo prenderci del tempo.
Perché dobbiamo cercare ancora. Cercare delle risposte.
E intanto ci nascondiamo dietro questa vaga assenza di "sapere" e di "conoscenza".
Diventa un'abitudine. Un automatismo.
Se qualcuno ci fa una domanda "scomoda", senza neanche rendercene conto, rispondiamo d'impulso "non lo so".
È una risposta che taglia corto ed evita lunghe discussioni.
A pensarci bene.
C'è la profonda convinzione che sapere e conoscenza siano fonti di potere.
Quando conosciamo bene un argomento, una materia, nelle conversazioni ci sentiamo più "forti".
Sappiamo cosa dire. E siamo pronti a parlare e discutere per ore, finché non riusciamo a convincere gli altri che "abbiamo ragione".
Quando invece non conosciamo bene quello di cui parliamo, siamo più reticenti ad ingaggiare una discussione. Non ci sentiamo a nostro agio. È come se avessimo paura di svelare la nostra inferiorità di conoscenza. Non ci piace parlare di argomenti di cui non ne sappiamo molto.
Sono piuttosto sicura che ciascuno di noi preferisca trovarsi nella prima situazione piuttosto che nella seconda.
Eppure...spesso con i nostri non lo so, ci mettiamo proprio in questa situazione.
Strano...ma comprensibile. Almeno lo è stato per me.
Per qualche giorno ho prestato un po' di attenzione ai miei "non lo so".
Ho scoperto che in realtà erano solo uno scudo. Una difesa. Ma non dagli altri. Da me stessa.
I "non lo so" sono un alibi perfetto quando:
...non ho il coraggio di ammettere a me stessa qualcosa
...non ho il coraggio di esprimere quello che penso perché temo il giudizio degli altri
...non sono davvero convinta di qualcosa
...non sono pronta a battermi per quello in cui credo
...non sono pronta a passare all'azione
in una parola: quando ho paura.
È stata una scoperta meravigliosa.
Perché ora, ogni volta che mi verrebbe spontaneo dire non lo so, mi fermo.
Chiudo gli occhi. E ascolto.
Succede qualcosa di magico. Improvvisamente realizzo che in realtà conosco benissimo la risposta alla domanda. La risposta è lì, dentro di me. Basta solo che mi fermi per qualche istante.
Provo una sensazione di pace. Di sicurezza. Di libertà.
Ora capisco Einstein quando affermava che la conoscenza rende liberi.
Liberi di essere noi stessi. Liberi di creare la vita che vogliamo. Di realizzare i nostri sogni.
Ogni tanto inciampo. E dico ancora non lo so.
Quando accade ora sorrido. Accetto il mio momentaneo attimo di esitazione.
E poi riparto.
È meraviglioso sapere che tutte le risposte sono dentro di noi.
Che in ogni situazione, anche quelle più difficili, non abbiamo nulla da temere.
Dobbiamo solo ascoltare quella voce dentro di noi.
E darle espressione. Come un attore, su questo meraviglioso palcoscenico che è la nostra vita.
Love
Starlight

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