C'era un anziano in un piccolo paese. Era molto povero. Non possedeva nulla, solo un figlio e un cavallo.
La gente del paese lo commiserava: "Povero te, non hai nulla. La vita è stata molto crudele. Non è giusto".
L'anziano rispondeva: "Tutto quello che posso dirvi è che tutto quello che ho è un figlio e un cavallo. Chi può dire se è giusto o sbagliato".
Un giorno, il signorotto del paese propose al vecchio di acquistare il cavallo per un'ingente somma di denaro. L'anziano rifiutò.
La gente del paese non comprendeva la sua scelta: "Sei pazzo. Hai rifiutato molti soldi. Ti meriti la tua povertà. Hai fatto male".
L'anziano rispose: "Tutto quello che posso dirvi è che ho rifiutato di vendere il mio cavallo. Chi può dire se è bene o male".
Una mattina l'anziano scoprì che il cavallo era scappato. La gente del paese si raccolse attorno all'anziano: "Povero te. Adesso hai perso anche il cavallo. Avresti fatto bene a venderlo. Che disgrazia".
L'anziano rispose: "Tutto quello che posso dirvi è che il cavallo non è più nella sua stalla".
Due settimane dopo, una mattina il cavallo fece ritorno nella stalla con altri 15 meravigliosi cavalli bianchi. La gente del paese corse dall'anziano in festa: "Che fortuna. Hai fatto bene a non vendere il cavallo. Ora diventerai ricco".
L'anziano rispose: "Tutto quello che posso dirvi è che nella mia stalla ci sono 15 cavalli".
Qualche giorno dopo, l'anziano signore chiese al figlio di ammaestrare i cavalli. Mentre montava un esemplare particolarmente bizzoso, il ragazzo cadde da cavallo e perse l'uso delle gambe.
La gente del paese si raccolse impietosita attorno all'anziano: "Povero te. Che sventura. Adesso il tuo povero figliolo sarà per sempre infermo e tu non avrai più aiuto".
L'anziano rispose: "Tutto quello che posso dirvi è che mio figlio non può più camminare".
L'indomani il signorotto del paese dichiarò guerra ad una grande città a pochi chilometri dal villaggio. Tutti sapevano che era una guerra persa in partenza, perché la città vicina era molto potente e possedeva un esercito organizzato e valoroso.
Tutti i giovani del paese vennero chiamati a partire in guerra. Il figlio dell'anziano rimase a casa perché paralitico.
La gente del paese si raccolse in lacrime attorno al vecchio: "Beato te. Certo tuo figlio non cammina, ma almeno potrà rimanere al tuo fianco. I nostri figli invece...".
L'anziano non disse nulla.
Questa è la differenza tra "reagire" e "rispondere" agli eventi.
Qualunque cosa accada nella nostra vita, il primo istinto è quello di "reagire", esprimere un giudizio, positivo o negativo, sulla situazione.
Avviene in maniera inconsapevole e istintiva, se non manteniamo un livello di consapevolezza elevato. Quando "etichettiamo" un evento introduciamo un elemento di dualità: giusto-sbagliato, bene-male, brutto-bello. Questa dualità crea separazione e resistenza nei confronti di quello che ci accade. Reagire e giudicare implica sempre una visione soggettiva, e quindi tendiamo a identificarci con la situazione, a prendere le cose personalmente. Se qualcun altro è coinvolto, inevitabilmente, la nostra reazione creerà una situazione di tensione e conflitto.
"Rispondere" agli eventi, invece, implica innanzitutto accettarli per quello che sono. Scevri da opinioni soggettive. Significa osservare la situazione. Fermarsi un attimo, respirare e creare uno spazio. Sia fisico che mentale. Ma soprattutto emotivo. Ed è in questo spazio che acquisiamo la capacità di comprendere quello che sta accadendo ed la lucidità di sapere come agire.
Come con qualsiasi cosa di cui parlo in questo spazio, ho sperimentato in prima persona la differenza tra i due approcci. Ad essere sincera, credevo di essere una persona molto istintiva. E come tutte le cose che crediamo, quella era la realtà dei fatti. E invece ho scoperto che l'istintività non è affatto un lato del carattere.
È solo, ancora una volta, una scelta che possiamo compiere su come "vivere la nostra vita".
Viktor Emil Frankl, psichiatra austriaco sopravvissuto ai campi di concentramento diceva: "tra uno stimolo e una risposta esiste uno spazio. In questo spazio risiede il potere di scegliere la nostra risposta. Dalla nostra risposta dipendono la nostra crescita e la nostra libertà".
Love
Starlight

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